Duomo di Berlino (XVIII secolo)

Interno:



Mentre ricomincia a piovere (!), uscita dal Duomo mi addentro nella zona dei musei, e non avendo molto tempo a disposizione, mi limito a visitarne uno - il Pergamonmuseum - che consiglio a chiunque dovesse capitare a Berlino. E' fantastico, non ho potuto fare fotografie, ma sappiate che all'interno - tra le altre cose - sono contenuti: l'intero (o quasi, ma comunque è impressionante) altare di Pergamo (II sec a.C.) e una delle 8 porte dell'antica Babilonia (la porta di Ishtar), più la strada processionale... in pratica sembra di essere catapultati nel passato. Penso che questo museo non abbia molto da invidiare al British o alla sezione archeologica del Louvre, anche se purtroppo è meno noto. Unica nota di demerito: un po' stronzo il tizio della biglietteria, che mi ha fatto pagare prezzo pieno - anziché ridotto - perché non avevo la student card della mia Università. Quindi non potevo dimostrare di essere studentessa. Stessa cosa al Duomo...

Sempre con l'ombrello a portata di mano, ho proseguito a piedi su Unter Den Linden, il grande viale che conduce alla Porta di Brandeburgo.



Ed ecco la Porta qualche mese prima, in inverno, quando mi era parsa molto più bella - probabilmente perché l'avevo vista di sera, tutta illuminata:

Ciò che accomuna queste due foto è che sono state scattate in giornate piovose. Sigh...
Fuori dalla Porta di Brandeburgo ho trovato una grande fiera con stand gastronomici e...alcolici. Mi sono fermata per una birra e guardandomi intorno mi sono resa conto che era pieno di Italiani alle prese con l'Inglese (che tanto in Germania è pressoché inutile, visto che gli parli Inglese e ti rispondono in Tedesco), e con l'euro...soddisfatti che almeno sull'euro non ci fosse troppo da pensare!
Ho ripreso la metro e sono arrivata alla stazione di Nordbahnhof, uno dei punti della città in cui sono ancora visibili i resti del Muro. Con questa foto vi lascio e riprenderò alla prossima puntata:


<<ora mi racconterai la tua storia come lo hai appena fatto. Scrivila tutta quanta. Racconta quella storia, ancora e poi ancora. Raccontami la tua triste storia del cazzo per tutta la notte. Quando capisci che quella che racconti è solo una storia. Che non sta più succedendo. Quando realizzi che la storia che stai raccontando sono solo parole, quando puoi sbriciolarla e gettare il tuo passato nel secchio dell’immondizia, allora riusciremo a capire chi sarai.>> [Chuck Palahniuk, Invisible Monsters]